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Italia-Germania, le pagelle

Buffon 7,5: mai chiamato in causa, raccoglie dalla rete il pallone di Özil senza alcuna colpa precedente. È invece da beatificazione la parata miracolosa sul tacco di Gomez che avrebbe chiuso la partita. Un intervento, il primo, subito decisivo. A calci di rigore fa quel che può. Un Europeo da fuoriclasse quale è.

Barzagli 7: meno pulito e ordinato del solito, nell'alternanza ripetuta di Özil e Müller finisce col perdere qualche volta i riferimenti e la sicurezza di sempre. Ma di fronte ai campioni del Mondo fa comunque valere la sua esperienza. E il suo contributo è come sempre prezioso. Peccato abbia dovuto dire addio al sogno in questo modo.

Bonucci 8,5: una sola piccola sbavatura su Gomez in un primo tempo in cui comanda con la consueta autorità la difesa azzurra e si concede il solito lancio alla Pirlo che regala a Giaccherini una palla d'oro purtroppo sprecata. Ripresa suggellata dal rigore del pareggio: coraggio, precisione, freddezza. Come sempre un grande leader. Una partita colossale che il penalty poi fallito non intacca minimamente.

Chiellini 8: le sue partite, quelle in cui i colpi non si risparmiano. Ma il "Chiello" non è solo foga e forza, è senso della posizione, decisione e coraggio. Complice nel rigore di Boateng, mette a suo modo la firma sulla reazione azzurra. E in copertura, va da sè, un muro.

Florenzi 6.5: inizia bene, recuperando un paio di palloni importanti ma lentamente  abbassa i giri del motore. Stesso andamento tenuto nella ripresa che apre con il salvataggio acrobatico sul tiro di Müller seguito poi da due indecisioni sul gol di Özil e sull'occasionissima capitata a Gomez. Equilibrio ristabilito con il cross da cui nasce il rigore di Boateng.

Sturaro 7: fatica a decomprime e allentare la tensione ma col passare dei minuti acquisisce sicurezza e padronanza sino a concedersi un drop di prima intenzione che per poco non infila Neuer. Ammonito per un entrata dura a inizio ripresa non si fa prendere dalla paura e gioca con ordine, foga e intelligenza tattica. Mezzo voto in meno perché non segue Hector sull'azione del gol tedesco.

Parolo 7,5: adattato a un ruolo non suo si guadagna l'ovazione dei tifosi azzurri con un recupero su Müller frutto di forza, tenacia e atletismo. Giallo per una entrata a gamba tesa su Gomez. Forse ha scoperto il suo vero ruolo. Da applausi.

Giaccherini 6,5: nervoso e teso inizia quasi spaesato tra i giganteschi muri tedeschi salvo poi infilarli con lo scatto che nasce dalla lettura perfetta del lancio di Bonucci. Per poco non replica la magia del Belgio. Partita in chiaroscuro.

De Sciglio 7,5
: roccioso quando difende, agile e scattante quando si propone in avanti. Con autorità su Kimmich nel primo tempo, con troppa veemenza a inizio secondo tanto da prendersi il cartellino. Si mette in evidenza anche per un gran tiro che dà l'illusione del gol. Un campione ritrovato.

Eder 6: tanta corsa, a volte a vuoto, più spesso però a sfiancare la resistenza dei giganti tedeschi. Gli manca il guizzo al limite dell'area o sotto porta ma ha il merito di far ammonire Hummels complicando la partita del centrale teutonico.

Pellè 7: gigante tra i giganti lotta col fisico e impegna Howedes, Boateng e Hummels un uno sfiancante corpo a corpo in cui spesso finisce con l'aver la meglio. Prezioso anche in fase di appoggio e sponda, sfiora il gol con una splendida girata di sinistro. Meriterebbe mezzo voto in meno non tanto per il rigore fallito, ma per l'atteggiamento spavaldo con cui si presenta sul dischetto. 

Darmian 6: valutiamo la sua partita e questa è sufficiente. Non lo condanniamo per l'errore sul penalty finale.

Insigne 6,5: grande spunto su Howedes e bella conclusione parata da Neuer. Si sbatte per i minuti a sua disposizione e mette in gioco la sua classe.

Zaza vs.: Sbaglia il rigore. Troppo a freddo per una responsabilità del genere.

All. Conte 8: con un centrocampo decimato e ridisegnato per forza di cose, imbriglia i campioni del mondo, quelli che hanno tutto più di tutti. Ma non uno come il nostro ct, però. Ci ha portato sin qui, a un passo dall'impresa. Ha restituito orgoglio a una Nazionale sottovalutata e ora giustamente applaudita. Grazie, mister!